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Email marketing: le statistiche da conoscere per il 2022

L’email marketing è una delle strategie di marketing più efficace e da oltre vent’anni rimane il canale di comunicazione più diffuso.

In questo articolo condividiamo alcune statistiche sull’e-mail marketing da tenere in considerazione per il 2022 per poter sfruttare al meglio questo strumento nella propria strategia di web marketing.

1. Quante persone usano le e-mail?

Circa 4,03 miliardi di persone in tutto il mondo usano le e-mail giornalmente. Gli esperti si aspettano che questo numero salga fino 4,594 miliardi nel 2025, con una crescita annua del 3%.

Nessuna piattaforma si avvicina nemmeno lontanamente alla portata potenziale della posta elettronica. Facebook, per esempio, ha circa 2,2 miliardi di utenti attivi al mese, Instagram oltre 1 miliardo.

La fruizione della posta elettronica, una volta dipendente dal computer desktop, oggi è interconnessa al mondo mobile (il 42% di tutte le email viene infatti aperto su app mobile) garantendo così una comunicazione rapida ed efficace, al pari della messaggistica istantanea, ma più autorevole sul piano professionale.

2. Quanto vengono aperte le mail?

Il tasso di apertura ci indica quanti destinatari unici hanno aperto la nostra newsletter, almeno iniziando a leggerla; fattore che in un certo senso rappresenta quanto è alta la nostra reputazione di mittenti e quanto funziona l’oggetto che abbiamo scelto.

Secondo GetResponse, l’Italia è il secondo Paese per tasso di apertura delle email, addirittura del 31,33%. Sopra di noi solo il Belgio, con un open rete del 38,16%.

Una curiosità: le mail transazionali (conferme d’ordine, aggiornamenti sulla spedizione e promemoria su appuntamenti o eventi) sono aperte dal 280% degli utenti, in media 3 volte ciascun ricevente. Dati che ci fanno comprendere quanto importanti siano questi messaggi, che godono di moltissima attenzione da parte degli interlocutori, ma che spesso rischiano di venire trascurate dalle aziende e dai brand.

 

Ma come aumentare il tasso di apertura?
  • Porre domande. Ricevere risposte autentiche segnala al client di posta che i destinatari desiderano davvero leggere quella mail. Si ottiene così una chance più alta di finire nel box Principale (e quindi ricevere più aperture). Anche se nessuno dovesse risponde alla mail, fare domande comunica comunque ai lettori che siamo realmente interessati a conversare con loro. Questo, nel lungo periodo, fa salire la credibilità e il livello di fiducia che i clienti hanno nei confronti dell’azienda.
  • Identificare la giusta frequenza d’invio. Ogni audience e ogni settore gioca con regole diverse. L’unica soluzione è testare il più possibile ed inviare le e-mail in giornate ed orari differenti. Con il tempo si troverà così la combinazione che funziona meglio per la propria lista contatti. Dopo averla trovata, cerca di rispettare la frequenza d’invio, in modo da risultare costante; gli open rate, infatti, aumentano nel tempo se le persone si abituano a ricevere la mail in uno specifico momento della giornata.
  • Segmentare la lista di contatti. Implementare la segmentazione nella strategia di email marketing può aumentare gli open rate delle mail del 203%. Segmentare la lista significa rendere le comunicazioni ancora più specifiche e accattivanti in base ai diversi interessi dell’audience. Le campagne segmentate infatti possono portare ad un aumento della revenue del 760% (Campaign Monitor, 2019).

3. Quanto Traffico Portano le E-mail?

Il tasso di click (CTR) è il rapporto tra il numero di clic su elementi come link o CTA ed il numero di e-mail consegnate (quindi numero totali di invii senza i bounce – gli invii non arrivati a destinazione). Questo dato è utile per monitorare l’efficacia delle proprie campagne di email marketing, perché ci dice quanto siamo stati convincenti nel spingere le persone a “fare” qualcosa.

GetResponse ha realizzato una ricerca per mettere in luce le metriche delle email a livello globale divise per paese. In Italia, il tasso di click medio è del 3,35% (GetResponse, 2021).

Ogni settore ha un proprio benchmark sul quale misurare le campagne di email marketing: qui potete farvi un’idea del tasso di click medio del vostro settore.

4. Le email di benvenuto sono efficaci?

Quanto sono importanti le e-mail di benvenuto? Moltissimo. 8 utenti su 10 aprono la welcome mail generando un tasso di apertura di 4 volte maggiore e 10 volte più click rispetto ad altri tipi di e-mail (GetResponse).

Queste e-mail sono un’occasione preziosa per presentare l’azienda e convertire i lead in clienti e possono essere sfruttate per:

  • offrire i lead magnet;
  • convincere chi ti legge a usare i tuoi prodotti/servizi;
  • dare informazioni utili;
  • raccontare la storia del tuo brand;

Le sequenze di e-mail di benvenuto dovrebbero essere composte da 4-6 e-mail: è un numero sufficiente per generare fiducia nei prospect, aiutarli a risolvere un problema e spingerli ad acquistare. Ogni e-mail dovrebbe essere dedica ad un argomento specifico.

5. Quando vengono aperte le e-mail?

Il 22% delle e-mail viene aperto entro un’ora dal momento dell’invio (GetResponse, 2020). Il numero delle aperture precipita poi con il passare del tempo e solo il 26% dei destinatari apre le email il giorno dopo.

Come mantenere alta l’attenzione nelle newsletter?
  • Avvisare dell’invio della newsletter sui social
  • Inserire un conto alla rovescia sulle storie di Instagram
  • Creare aspettative con codici sconto dedicati o contenuti gratuiti scaricabili facendo leva sul FOMO (“fear of missing out” , paura di perdersi qualcosa).

6. Il recupero dei carrelli abbandonati funziona?

Nel 2019 Il tasso medio di abbandono dei carrelli si è attestato intorno al 77%. In altre parole, oltre 3/4 degli acquirenti lascia il sito senza completare un acquisto. L’invio di e-mail follow-up si è dimostrato particolarmente efficace e utile nel recupero delle vendite. Infatti il tasso di conversione medio globale delle e-mail per il recupero di carrelli abbandonati è pari al 33,89% (Omnisend, 2020) e il tasso di apertura si aggira intorno al 43%.

Alcuni consigli?
  • Cogli l’occasione per offrire sconti o la spedizione gratuita a chi non ha completato il pagamento.
  • Migliora la customer experience: offri supporto per la conclusione dell’ordine, lascia un contatto diretto per gli utenti indecisi, fai leva sulle recensioni dei clienti.
  • Non esagerare! Cerca di non essere pesante; è vero, si possono fare diversi follow-up, ma mettiti sempre nei panni dell’utente e tieni a mente come potrebbe reagire.

7. Email ROI: ritorno sull’investimento

Diverse ricerche hanno scoperto che il ritorno medio per le campagne di e-mail marketing è di 36:1. Ovvero, per ogni dollaro investito, in media si ottiene un ritorno di 36 $. (DMA e Litmus).

Un ROI superiore rispetto ad altri canali di marketing digitale, come PPC, dove Google vanta un ritorno di 1,5 $ nei casi di studio ufficiali.

Il ROI dell’e-mail marketing, naturalmente, varia in base al settore e all’azienda. Ecco alcuni benchmark di settore:

  • Retail, e-commerce, beni di consumo: 45 $;
  • Marketing, PR, advertising: 42 $;
  • Software e tecnologia: 36 $
  • Media, eventi, sport, intrattenimento: 32 $
Come aumentare il ROI?

La personalizzazione delle email in base al destinatario è un buon punto di partenza, a cominciare dall’utilizzo del nome dell’oggetto della mail o nel testo.

Nelle call to action, invece, meglio evitare di utilizzare copy standard come “leggi tutto” oppure “acquista ora” o ancora “scopri di più”, ma piuttosto modellare le CTA in modo che esprimano un vantaggio per chi le legge, prima ancora di essere una richiesta. Per esempio, nel caso di un bottone per aggiungere un prodotto al carrello, meglio utilizzare un più originale e invitante “Lo voglio!” oppure, nel caso di un bottone con il link ad un articolo di approfondimento, potrebbe convertire molto di più “Voglio davvero saperne di più” rispetto al classico “Leggi tutto”.

8. Quali sono le mail che convertono di più?

Le campagne e-mail promozionali hanno un tasso di conversione (CRO) pari al 6,49%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Ma circa il 30% delle conversioni arrivano dalle mail automatiche (mail di benvenuto 51,9%, carrello abbandonato 33,9% e follow up per clienti inattivi 21,3%). (Omnisend, 2020).

In conclusione

Speriamo che queste statistiche per il 2022 ti abbiano aiutato a comprendere perché il tuo brand dovrebbe investire nell’email marketing e a trovare qualche idea su come sfruttarlo al meglio.

Noi di Like accompagniamo i nostri clienti in tutte le fasi dell’e-mail marketing: dalla valutazione e scelta degli obiettivi, alla strategia mirata e personalizzata, fino alla creazione delle campagne e alla configurazione delle automation e-mail.

Ti piacerebbe integrare il Mail Marketing nella strategia per supportare il tuo business?


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